Intervista di Rossella Ronconi – Presidenza Fitel Nazionale

 

LABIRINTO – Naufragio nella Sanità

di Vito Manduca

(EDDA edizioni 2017)

Intervista per FITEL

di Rossella Ronconi Presidenza Nazionale FITEL

 

Una guida preziosa per tutti

Da qualsiasi labirinto si può uscire vincitori… se mossi da forte determinazione interiore e sostenuti da tenaci Arianne …

 

L’incipit  forte  della  premessa del tuo nuovo libro Labirinto è una frase a effetto per impressionare il lettore?

Riconosco che effettivamente l’affermazione in premessa: “La morte alla prima meravigliosa esistenza sociale giunse all’improvviso…” si presta a tale interpretazione. Tuttavia l’intento non era turbare il lettore ma trasmettere la reale percezione di uno shock personale, che immagino simile per qualunque persona che nel pieno del vigore debba prendere atto che l’immaginata invulnerabilità di una vita può dissolversi in un solo attimo. Shakespeare non dice forse che in un istante, un solo istante, il tempo di un battito di un ciglio, le cose perfette svaniscono?

In realtà cosa accadde in quel giorno?

Un evento di normale routine di prevenzione cardiologica fece crollare tutte le certezze che per sessantatré anni mi avevano risparmiato qualsiasi coinvolgimento personale in ospedali, conferendomi un senso di  invulnerabilità. Quando pensi di stare bene hai la percezione dell’eternità.  La repentinità mi ha sospinto in un labirinto mai sperimentato prima, senza darmi la possibilità di pianificare alcunché e costringendomi ad accedervi attraverso il primo varco  utile incontrato sulla via: l’ospedale di San Giovanni a Roma. Già dalla durissima esperienza del pronto soccorso, particolarmente congestionato in estate, mi resi conto che non sarebbe stata una passeggiata e che per un periodo indeterminato avrei dovuto tranciare di netto le mie abituali attività e intraprendere un viaggio in un ipotetico inferno dal quale sarei potuto non ritornare. La sensazione della fine del primo impatto lasciò subito il posto alla rinascita. Allora se così doveva essere, sarei stato un naufrago nel mare periglioso della Sanità pubblica e alla fine ne sarebbe uscito un altro uomo, un altro me.

Nel libro tu stesso affermi che avresti potuto godere dei privilegi garantiti dall’assicurazione privata e affidarti a strutture private di eccellenza, selezionate dalla società di assicurazione…

Per gli oltre quarant’anni di professione nel settore assicurativo ho contribuito, in qualità di esperto, a diffondere principi fondamentali che coniugassero il pubblico e il privato: la difesa comunque del Sistema Sanitario Nazionale, sicuramente di eccellenza  e patrimonio dell’intera popolazione e l’utilità di integrazione con il sistema privato, grazie alle coperture assicurative. Con questa spinta è nata una miriade di Casse di assistenza, ovviamente anche per i dipendenti delle assicurazioni. I funzionari e i dirigenti, in particolare, hanno conquistato importanti garanzie molto attente alla prevenzione. Nonostante la mia imperdonabile noncuranza per quel senso d’invulnerabilità che mi diceva che sarei stato immune da patologie, è grazie anche a questa cultura della prevenzione che almeno ho avuto l’opportunità di intervenire in tempo. Tuttavia, al momento della scelta se intraprendere il percorso del pubblico o del privato, il poco tempo a disposizione mi ha fatto prendere la scorciatoia ed entrare nel più vicino ospedale.

Medice cura te ipsum… verrebbe da dire, quando affermi di non aver trovato pronta risposta dai call center assicurativi che ti dovevano guidare magari in strutture private…

Purtroppo è così. E spero (anzi nelle mie possibilità non mi stancherò di contribuire a migliorare) che il management assicurativo, preposto a tali delicati e, si badi, utilissimi servizi, corregga il tiro mettendo in condizione gli operatori di fornire con rapidità emergenziali le indicazioni utili per la scelta migliore. Ovviamente, non intendo fare pubblicità né positiva né negativa alla società assicurativa, che non citerò; ma qualcuno dei responsabili leggerà il libro… In sostanza, appurato che non sarebbe stata una passeggiata, telefonai al call center per essere indirizzato a strutture e a cardiochirurghi convenzionati, ricevendo in risposta che sarei stato io a scegliere e a verificare l’esistenza della convenzione! Loro, relativamente al cardiochirurgo, non disponevano neppure di una lista su cui operare la scelta. Non mi arresi e telefonai ad amici e colleghi di Direzione ricevendo grandissima disponibilità e ottenendo di parlare direttamente col responsabile delle Convenzioni con le strutture sanitarie e i medici. Non ci conoscevamo personalmente ma l’ex collega fu disponibilissimo a indicarmi alcuni ospedali, qualche clinica e cardiochirurghi convenzionati. Peccato che quando cercai il luminare, la sua ex assistente mi rispose che era in pensione già da cinque anni e che era stato sostituito. Non credo ci sia da aggiungere altro se non la dura constatazione che per raggiungere  non dico l’eccellenza, ma almeno l’efficienza, anche nel mio ex settore di appartenenza c’era molto da fare.

Pressato dal tempo che scorreva inesorabile, decisi dunque di affidarmi totalmente al Sistema Sanitario Nazionale come tutti i comuni mortali. Sarebbe stata l’occasione, in caso fortunato, di saggiare di persona le eccellenze e le deficienze. Confidando che il giuramento di Ippocrate fatto dai medici non discrimina tra pubblico e privato e che, in fondo, la struttura privata offre solo maggiori agi dal punto di vista “alberghiero” e dei servizi, rimasi nel pubblico certo che la professionalità di chi vi opera, quando c’è, è la medesima.

Perché Labirinto e perché naufragio?

Beh, Labirinto dà proprio l’idea di un percorso obbligato, sconosciuto e impervio dove la salvezza sarà possibile solo trovando la giusta via d’uscita e sconfiggendo il terribile Minotauro, annidato al centro. Quale metafora migliore per chi si appresta ad affidare quel che resta del suo futuro alle mani del cardiochirurgo per la prima volta nella vita? È lì, in sala operatoria che si annida il Minotauro ed è lì che vi sarà la battaglia più cruenta, ed è sempre lì che si rischia di più. Naufrago viene dopo: vinta la battaglia non si è ancora fuori dalla guerra: la terapia intensiva rappresenterà l’oceano sterminato, sconquassato da marosi e tsunami dove si è soli. Naufraghi appunto, in balia delle onde e in cerca di un appiglio su terraferma. Per chi è mediocre nuotatore, e privo di salvagente, non è cosa da poco!

Un diario quindi di sofferenze? Il cammino del dolore?

No. Non lasci ingannare la premessa della morte alla prima esistenza… e l’argomento, certo non da romanzo rosa… L’obiettivo che mi son dato fin dal primo giorno, e per i 76 lunghi giorni di permanenza nelle tre strutture: “San Giovanni” per l’inquadramento del caso, “Tor Vergata” per l’intervento e “Villa Sandra” per la riabilitazione, è stato quello di voler cristallizzare giorno per giorno tutto ciò che succedeva intorno, guardando con l’occhio distaccato dello scrittore e del sociologo, prima ancora che del paziente;  ma con un pizzico d’ironia e di tanta autoironia, sempre presenti anche nelle circostanze più dure della vita, utilizzando una prosa in grado di divertire il lettore oltre che farlo riflettere.

Un Sistema Sanitario disastrato?

Direi trascurato. Quel sistema di Welfare della salute immaginato appare chiaramente in sofferenza e, al di là di quel che se ne dica, non riceve la giusta attenzione da parte della politica e della pubblica amministrazione. Ciononostante, il bilancio tracciato alla fine del percorso è che le eccellenze riscontrate, per esempio dei sanitari di tutte le tre strutture, sono tali da far meglio sopportare i disagi dovuti ai disservizi, alla carenza di strumentazione e risorse, alla scarsità dei posti letto, alle mortificanti attese nei pronto soccorso  e nei laboratori per esami strumentali e all’inadeguatezza di qualche paramedico maldestro, sia nelle relazioni umane, fondamentali per i pazienti, sia nella diligenza e nella preparazione professionale. Ho cercato di esaltare di più le eccellenze per non incappare in quel senso di vittimismo che spesso assale. Ho cercato di fare giustizia, riferendo di tante persone meravigliose, spesso chiamandole per nome altre volte per cognome, dotate di un grande senso di umanità dove il lavoro di medico e paramedico è apparso più come una missione che come una fonte di reddito. A Tor Vergata, per esempio, proprio nell’inferno della terapia intensiva, il cui concetto andrebbe ripensato, per esempio rimodulando gli spazi, eccellenza del personale e deficienza hanno avuto un bel duello.

In concreto?

Preferisco riferire tre casi di grande attenzione e umanità e sorvolare sulle miserie delle deficienze. Un’infermiera, sindacalista delle CGIL, saputo del mio ruolo sindacale di lungo corso, è entrata in relazione con me dandomi preziose informazioni per la stesura del libro. Ha lamentato, con il tipico realismo di sindacalista, l’endemico sottodimensionamento del personale infermieristico, pregandomi di denunciarlo nel libro. Ciononostante mi ha seguito, per quanto le fu possibile, interessandosi perfino a farmi trasferire dalla terapia intensiva al reparto, per una maggiore assistenza richiesta dalla severa infezione contratta in sala operatoria. Altro episodio è quando nel delirio febbrile notturno un’altra infermiera, dal viso angelico (tale da farmi dubitare di averla sognata), prendendomi la mano si è soffermata solo per parlarmi e per scuotermi dal torpore, evocando “gli affetti e le cose belle della vita” che mi attendevano fuori. È riuscita efficace più degli antibiotici. Il terzo episodio, la visita inattesa e fuori protocollo del Prof. Giovanni Ruvolo, il cardiochirurgo che effettuò l’intervento, che mi diede la forza di reagire e andare avanti. Sono stati interventi di umanità prima ancora che di medicina. Tanti altri ve ne sono stati, ma quei tre si sono rivelati fondamentali.

Dal labirinto Teseo esce vittorioso grazie al filo teso da Arianna…

Potrei dire che sono state diverse le candidate Arianne. In realtà quelle autonominatesi di ruolo, e da me prescelte, sono state due: Daniela, mia moglie, e Valentina, mia figlia. Senza il loro filo teso instancabilmente fino all’uscita, proprio nel giorno del terremoto di Amatrice, il 24 agosto 2016,  credo che le eccellenze di tutti medici lungo il percorso non sarebbero state bastevoli a far nascere il nuovo uomo che sono ora.

Quale messaggio possono trarne i lettori?

A parte il piacere della lettura, impegnativa certo, ma con spunti anche esilaranti, magari legati alla romanità, sono diversi i messaggi e ciascun profilo di lettore può trarre il suo. I medici e gli infermieri possono riflettere su quanto siano fondamentali le loro azioni tempestive e accorte, con un approccio umano verso i pazienti; i direttori sanitari e i manager in genere potranno tenere nella giusta attenzione l’importanza delle strutture e delle strumentazioni, nonché  l’impegno e la preparazione del personale; i pazienti, considerare quanto sia importante la loro determinazione e la capacità di essere “pazienti” pretendendo certo le cure dovute ma senza stressare con i capricci; i familiari dei pazienti, quanto sia determinante la loro vicinanza ma anche  quanto sia nociva per gli altri un’eccessiva presenza ingombrante nelle sale di degenza. Tutti potranno riflettere su quanto sia prezioso un Sistema Sanitario che funzioni. Quest’ultimo messaggio dovrebbe essere raccolto dalla politica, ma, con realismo più che con pessimismo, ritengo che i politici in campo abbiano altre priorità. Qualcuno riceverà anche il libro in omaggio, forse anche lo leggerà… ma dubito che ne terrà conto!

Titolo:  Labirinto – naufragio nella Sanità

Autore: Vito Manduca

Collana: Clandestini

ISBN 9788897124719

Pagine: 312

Prezzo: € 18,80

In distribuzione a partire dal mese di febbraio  a cura del distributore nazionale Libro CO Italia Srl

Disponibile ordinando a eddaedizioni@tiscali.it (spedizione gratuita ovunque in Italia; con contributo spese all’estero)

contatti: www.eddaedizioni.it redazione@eddaedizioni.it eddaedizioni@tiscali.it 

                 335/5950316 – 335/5951339

 

 

 

 

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Messaggio istituzionale di fine anno di EDDA Edizioni

 

 

Comunicato stampa di fine anno
27 dicembre 2017 n.11

Roma, 27 dicembre 2017 – Con le undici pubblicazioni dell’anno che si conclude, il catalogo  ha registrato un incremento di due opere in più rispetto al 2016 (+22%) confermando il trend di crescita, a dispetto delle difficoltà e degli ostacoli che non sembrano mollare il settore, almeno quello della media editoria di carta stampata.

Un risultato superiore perfino agli obiettivi che fa accrescere la soddisfazione d’impresa e l’orgoglio del team anche nel dare un’opportunità ai tanti autori e alle tante autrici in cerca di concretezza per i sogni letterari, in un mondo che guarda prevalentemente al business e sovente indifferente alla qualità di ciò che si pubblica.
La qualità delle pubblicazioni di EDDA Edizioni è risultata ancora una volta  certificata anche dalle diverse presentazioni in Italia e da due importanti riconoscimenti letterari:

  • Targa Premio Internazionale Montefiore 2017 a L’era del cavallo di Vito Manduca
  • Diploma d’onore del premio letterario internazionale Michelangelo Buonarroti a La neve all’alba di Basilio Petruzza

Un importante anno di crescita e di successi, connotato da opere di autori provenienti dal mondo accademico.  La nuova collana di saggistica EDDA e i saggi si concretizza con tre opere di elevata qualità: Giovanni Gentile e la rivista Leonardo (1903-1907) del professore Glauco Saffi di Firenze;  GEOMETRIE? dei professori Alessandro Zampa e Franco Rupeni di Trieste, con postfazione  di Eugenio G. Omodeo  Professore Ordinario di Informatica all’Università degli studi di Trieste;  e la raccolta di aforismi Dizionarietto di Giuseppe Alvaro Professore Emerito di Scienze Statistiche dell’Università La Sapienza di Roma, con prefazione Rino Caputo Professore Ordinario  di Letteratura Italiana dell’Università di Roma Tor Vergata.
La collana di poesia Edda poetica si è arricchita della silloge I sogni fanno il verso alla realtà della dottoressa Miriam Giannone di Roma.
La collana Germogli ha accolto l’originale proposta Il Castello dei Guerrieri dell’Intelletto della dottoressa Maria Rosaria Ditto, insegnante di scuola primaria a  Roma, libro per ragazzi in difesa della Costituzione Italiana.

Come in un’agorà virtuale, desideriamo  condividere  con gli autori e con le autrici che, affidando i loro pensieri a EDDA Edizioni, concorrono da protagonisti alla diffusione di una genuina cultura popolare.

Tutte le pubblicazioni:

  • Buongiorno papino! di Mario Giacomozzi (Roma)
  • Le poltroncine d’oro e il pescetto d’argento di Mario Giacomozzi (Roma)
  • Nascita e morte di un Liocorno di Mario Giacomozzi (Roma)
  • GEOMETRIE? di Alessandro Zampa e Franco Rupeni (Trieste)
  • 30 anni avanti 30 anni indietro lungo le coste del Mediterraneo di Daniela Tombà (Roma)
  • I sogni fanno il verso alla realtà di Miriam Giannone (Roma)
  • Giovanni Gentile e la rivista Leonardo di Glauco Saffi (Firenze)
  • Dizionarietto di Giuseppe Alvaro, (Roma)
  • Larry e il cammino della follia di Alessio Puliani (Roma)
  • Il Castello dei Guerrieri dell’Intelletto di Maria Rosaria Ditto (Roma)
  • Labirinto, naufragio nella Sanità di Vito Manduca (Roma).

Arrivederci ai primi del 2018 che ci vede impegnati con il programma del primo semestre con sei opere già in lavorazione.

A tutte e a tutti un Felice e Prospero Anno Nuovo

■contatti: www.eddaedizioni.it  eddaedizioni@tiscali.itredazione@eddaedizioni.it -335/5950316 –  335/5951339

 

TERREMOTI RICORRENTI, VITTIME E ITALIA ABUSIVA

Terremoti ricorrenti, vittime e Italia abusiva

La retorica di una politica SENZA CORAGGIO E INCONCLUDENTE.

di Vito Manduca

Ci risiamo: ancora un terremoto inevitabile, ancora vittime (evitabili) e ancora la politica che ripete il suo mantra addossando le colpe dei danni a quell’abusivismo noto e tollerato da sempre e che, a ogni evento, i governanti di turno (tutti verginelli) dichiarano solennemente di voler risolvere una volta per tutte.

“mai più stragi simili”, “tolleranza zero verso gli abusi” “ruspe sugli abusi non di necessità” “piani casa Italia per la messa in sicurezza” “messa in sicurezza degli edifici pubblici!” le frasi effetto potrebbero comporre un’enciclopedia ma poi, finito l’effetto mediatico, tutto torna come prima a parte la condizione di coloro che sono stati colpiti nei beni, nei corpi e nell’animo e che, sia che fossero stati abusivi sia che fossero stati ligi alle regole, rimangono comunque esseri umani con ferite che mai rimargineranno  e, se possibile, colpiti due volte dalla retorica.

In questa circostanza di Ischia, come non condividere almeno le parole di chi, investito comunque di potere, afferma che eliminare gli abusi in un paese il cui patrimonio immobiliare storico è in gran parte abusivo, è praticamente impossibile nel breve periodo e che le demolizioni di massa, ove mai possibili, richiederebbero la militarizzazione del paese?

Ma anche ammesso che si volesse percorrere tale strada, dove verrebbero collocate le famiglie  e le persone che,  a milioni non avrebbero più casa, quando non si riesce a trovare una soluzione degna per qualche centinaia di sfollati come quelli di piazza Indipendenza, si badi in Roma Capitale, gettati sull’asfalto rovente e caricati con gli idranti? Forse l’essere “rifugiato” è cosa diversa da “essere umano”?

I “governanti”. in senso lato, dovrebbero avere la misura delle dichiarazioni e il coraggio delle decisioni. che pure si potrebbero prendere su basi equilibrate e su progetti di medio/lungo periodo.

Per gi sfollati di Piazza Indipendenza, posto che da soli non avrebbero alcuna soluzione, sarebbe stato sufficiente pianificare prima la collocazione e poi lo sgombero dell’edificio. Sgombero che è evento umano deliberato e non terremoto!

 

Convengo che per il terremoto la questione è più complicata.

Tuttavia, si potrebbe ad esempio lavorare su un piano nazionale, varato con legge nazionale, spalmato su un decennio  e suddiviso in tre fasi:

Prima fase

Porre in capo a ciascun proprietario di produrre entro il termine perentorio di tre anni la planimetria e il fascicolo dell’immobile nello stato di fatto elaborati da un professionista e confrontati con i documenti in catasto (qualora esistenti) e con la messa in rilievo delle varianti realizzate sanate o meno. Lo stesso professionista dovrebbe certificarne la conformità con la normativa edilizia esistente, sia delle costruzioni “legali” sia di quelle, o di quelle parti, “abusive fornendo il parere di possibilità di regolarizzare ovvero la necessità di demolire in quanto insanabile, a prescindere che si tratti di abusi o meno. Verosimilmente una miriade di case in pietra, residuati medioevali, difficilmente potranno essere semplicemente sanate. Se le si vorrà conservare come in origine occorrerà demolirle e ricostruirle a immagine e somiglianza, ma con le tecniche odierne.

Fase due:

verifica da parte delle competenti autorità  e delibere circa la messa a norma, con in capo al proprietario dei costi, pieni per gli abusi e dei costi defiscalizzati per il resto.

Fase tre:

imporre a ciascun proprietario la “regolarizzazione” di quanto regolarizzabile entro il termine perentorio di 6 anni e la demolizione di quanto non regolarizzabile entro il termine perentorio di un anno.

Naturalmente  nessuno individuo, abusivo o regolare, dovrà andare a vivere sotto i ponti. La collettività si dovrebbe far carico di fornire (e quindi realizzare nell’arco del decennio) alloggi popolari per tutte le persone o le famiglie costrette a demolire ma senza i mezzi economici per ricostruire-

 

Al di fuori di tali utopie non vedo soluzioni percorribili e ben farebbero almeno i politici a non appesantire i drammi delle popolazioni e delle vittime anche con i sensi di colpa di essere loro stessi i carnefici e non la natura sovrana del bene e del male!

 

 

Comunicato stampa n.6 EDDA Edizioni

Comunicato Stampa n. 6 del 1° luglio 2017

UN LIBRO PER L’ESTATE – LETTURE SOTTO L’OMBRELLONE

2017 V EDIZIONE

L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, vede come libro selezionato

30 anni avanti 30 anni indietro lungo le coste del Mediterranteo

di DANIELA TOMBÀ

Protagonisti indiscussi il Mare (Mediterraneo) e l’autrice Daniela Tombà che ha scelto proprio le spiagge, da quelle esclusive a quelle a quelle  più frequentate, come palcoscenico su cui interpretare il ruolo di donna libera in cui sin da giovanissima si è immedesimata.

Anche se il romanzo abbraccia un periodo certamente maggiore di 30 anni (a ben leggere, almeno 70, ovvero tutta la vita  della protagonista) l’autrice ha inteso focalizzare i trenta anni dove più intense sono state le sue emozioni, di donna, di lavoratrice, di dirigente sindacale, di madre e, in una parola, di persona speciale che ha scelto il mare per raccontarsi e per raccontare vicissitudini proprie e delle numerose persone entrate in relazione con lei. Almeno trecento sono le persone reali citate a vario titolo nel romanzo.

 

Una delle “irriducibili” in via d’estinzione racconta il suo viaggio tra le utopie che hanno animato,confuso e ucciso una generazione di ostinati idealisti.

Riccardo de Torrebruna

Trecento storie in una, narrate dall’autrice attraverso la propria biografia, offerta al lettore senza censure e senza veli.

Mezzo secolo di vita italiana vissuto con coraggio dall’autrice e dalle donne e dagli uomini che ha incontrato per anni

o per un giorno, persone vere alle quali viene offerta la prerogativa di riconoscersi nel corso della lettura.

Trecento pagine di lettura coinvolgente, avvincente a tratti intrigante…

Vito Manduca

In   libreria dal mese di giugno, può essere ordinato a eddaedizioni@tiscali.it (spedizione gratuita ovunque in Italia) Prezzo:euro 24,00; pagine 290

Contatti: eddaedizioni@tiscali.it www.eddaedizioni.it tel. 335/5951339

Comunicato stampa n. 4 del 21 aprile 2017 – EDDA Edizioni

Comunicato stampa  n. 4 del 21 aprile  2017

Il programma 2017 prosegue ancora con una scrittrice

30 anni avanti 30 anni indietro lungo le coste del Mediterraneo  di Daniela Tombà

(Edda edizioni – Storia & Storie)

 

ROMA, 21 aprile  2017 –  Avremmo dovuto diffondere il  comunicato stampa della pubblicazione del meraviglioso libro, 30 anni avanti 30 anni indietro lungo le coste del Mediterraneo,   in condivisione con l’autrice Daniela Tombà. Questi erano gli intenti  non formalizzati nel  contratto di edizione e questo era il desiderio espresso dall’autrice, che aveva acconsentito al patto solenne di rendersi disponibile, pur nella consapevolezza dell’aleatorietà della promessa, non solo alla redazione del comunicato ma, soprattutto, a condividere un percorso di presentazione di un libro che, raccontando la movimentata vita di una donna, fornisce al lettore uno spaccato abbastanza fedele di 50 anni di costume italiano… Pacta sunt servanda fino a quando vis maior cui resisti non potest non interviene per impedirlo.

La soddisfazione, il privilegio e l’onore, quindi, di aver reso possibile un progetto dell’autrice, prossimo al sogno di una vita, di pubblicare il suo libro, dopo la constatazione amara della stessa circa l’inaccessibilità del mondo editoriale (di norma spalancato ai soli fenomeni commerciali e, sovente, a prescindere dalla qualità), sono stati velati di tristezza e di un pizzico di rammarico per averlo realizzato appena pochi giorni dopo la scomparsa di Daniela.

“Non racconterò  di tutti i rifiuti delle case editrici, perché sembra che sia assolutamente normale, forse siamo in troppi a scrivere, ma trovo comunque spiacevoli alcuni comportamenti non tanto per le frustrazioni ricevute quanto per l’ineducazione. Non credo che riuscirò a pubblicarlo…” (pag. 11)

 

Con questo spirito, nel mese di aprile del 2016, quando ancora assolutamente ignara di ciò che la vita le stava riservando da lì all’autunno, ha inoltrato alla redazione di Edda Edizioni ben 44 file di altrettanti capitoli, determinata più che mai a immergersi anima e corpo in questo progetto, come sua ulteriore ragione di vita da aggiungere alla passione per la pittura e… per il mare, immortalato anche nelle sue tele.

Chiare manifestazioni di esultanza, e di entusiasmo, hanno accompagnato la decisione dell’editore di pubblicare. Entusiasmo confermato in tutta la fase dell’editing condiviso fino al “via si stampi” del mese di marzo. Nelle ultime settimane di lavorazione, e di vita dell’autrice, non è passato un giorno senza un contatto propedeutico alle iniziative di  promozione, avviate ancor prima della disponibilità del libro. Un impegno quotidiano, rivelatosi negli ultimi giorni ancor più prezioso delle terapie anche se l’uno e le altre inefficaci o non in grado di contrastare il male.

Poi l’imponderabile…

Ora, la realtà del libro, senza la presenza fisica di chi lo ha creato, come un neonato senza il calore della mamma.

Una ragione in più per non tralasciare nulla nella sfera del possibile per far vivere il libro e per  diffondere  il messaggio dell’autrice, in tutte le sfaccettature della sua impegnata e movimentata esistenza: come lavoratrice, come dirigente sindacale, come madre… ma, soprattutto, come persona e come donna, alla continua ricerca di una dimensione di libertà al femminile sempre inseguita e forse mai del tutto raggiunta.

Romanzo autobiografico, certo, in cui

“una delle irriducibili in via d’estinzione racconta il suo viaggio tra le utopie che hanno animato, confuso e ucciso una generazione di ostinati idealisti”    (Riccardo de Torrebruna)

Romanzo autobiografico dove insieme alla protagonista principale, Daniela Tombà, ve ne sono almeno trecento altri, ciascuno con il proprio ruolo.

“Trecento storie in una, narrate dall’autrice attraverso la propria biografia, offerta al lettore senza censure e senza veli. Mezzo secolo di vita italiana vissuto con coraggio dall’autrice e dalle donne e dagli uomini che ha incontrato per anni o per un solo giorno, persone vere alle quali viene offerta la prerogativa di riconoscersi nel corso della lettura. Trecento pagine di lettura coinvolgente, avvincente a tratti intrigante …”    (Vito Manduca)

Titolo: 30 anni avanti 30 anni indietro lungo le coste del Mediterraneo

Autrice: Daniela Tombà

Collana: Storia & Storie

ISBN 9788897124627

Pagine: 290

Prezzo: € 24,00

 In distribuzione a partire dal mese di maggio a cura del distributore nazionale Libro CO Italia Srl

Disponibile ordinando a eddaedizioni@tiscali.it (spedizione gratuita ovunque in Italia; con contributo spese all’estero)

■contatti: www.eddaedizioni.it redazione@eddaedizioni.it eddaedizioni@tiscali.it 

                 335/5950316 – 335/5951339

SocialNews n2 Video presentazioni libri e video letture

 

SocialNews del 28 3 2017

Video messaggio e letture di Vito Manduca – direttore Edda edizioni

Una buona giornata a tutti.

Diamo inizio a una nuova modalità  di video presentazioni degli autori  che chiameremo da Dante Alighieri a EDDA edizioni, secoli di cultura italiana collegati dal comune denominatore dell’idea del viaggio come metafora del cammino della   stessa umanità che amiamo pensare eterno.

Le letture della Divina Commedia associate a quelle dei nostri autori vogliono essere la rappresentazione del difficile percorso degli editori indipendenti  in tre  mondi  assimilabili a quelli Danteschi: l’Inferno del mercato con lo spietato dominio dei potenti che poco spazio lasciano sia all’impresa libera sia alla fantasia dei nuovi autori; il Purgatorio della selezione dei manoscritti con l’azione del “purgare” appunto gli stessi con accurato editing onde consentire agli elaborati grezzi di accedere al Paradiso sotto forma di libro in grado, per chi li ama, di produrre emozioni di elevata catarsi.

Come ouverture abbiamo scelto un libro emblematico, molto vicino per fantasia e per genere alla Divina Commedia: L’ultima crociera di Mario Giacomozzi, in arte Gmarius, un originale e attuale poema in versi del genere ditirambo.

https://www.facebook.com/edda.edizioni

La Divina commedia, L’inferno canto 1

……..

L’ultima crociera

Il libro al solo costo di 19 euro è reperibile presso le migliori librerie oppure ordinabile  a Eddaedizioni@tiscali.it