A una donna comune

Distanza abissale

quel dubbio corrode la mente;

ferita mortale di gesti e parole.

Tu, preda di antichi retaggi

tu, prigioniera dei luoghi comuni

tu, annaspante  in amniotico liquido

tu, apsirante stregona dell’era spaziale

il cuore di un uomo ferisci

con lama nascosta negli occhi 

colpisci, e dentro non leggi.

Poi fuggi! Sospinta al delirio

da Sospetti e spiate di complici grevi

la mente confusa, fuorviata

ponendoti all’erta

Orba di tanti tabù, abbaccinata da infidi consigli

scambi un uomo per un belzebù.

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