All’innominata 2

Attendo, ingenuamente, e all’infinito

un tuo ravvedimento meditato

sul male causato dai tuoi drammi

ai cuori altrui, al mio non pochi danni.

 

Tu sai che so cos’è che ti tormenta

ancor tu sai ch’è pronta la  mia  spalla

a sostenere il viso tuo segnato

quando sei sola, e l’animo traballa.

 

Ma nonostante tutto in collisione

stanno  due cuori dentro il nostro petto,

il tuo, confuso nei retaggi del passato,

ti spinge fatalmente nel sospetto.

 

Il mio … sincero, certo, ma irritato

per la malevolenza sprigionata

a te instillata da miseri consigli

da miser donna che ti ha generata.

 

In nome di tal  bene immaginario

soffoca con dovizia magistrale

tutti i tuoi sensi, specie il voluttuario

negato a lei da spirito ancestrale.

 

Per una falsa idea di protezione

la paglia vuol distinguere dal fuoco

non precisando, e questo è molto male,

che i due  elementi bruciano per gioco

 

un gioco appassionato, un po’ d’azzardo

dove la posta è alta, è senza prezzo

in gioco sono i cuori, ma il suo dardo

li ferma prima, e non senza disprezzo.

 

Innominata, tu ci sei cascata

in quella  rete di disperazione

blandita dall’amore, appena nata,

ora sei schiava di desolazione.

 

 Temi per questo,  di ardere a quel fuoco

o di bruciare al tuo tutta la paglia

che custodisce e scalda ogni pensiero?

O temi sol che manchi la scintilla?

 

Se al fuoco certo la risposta è sì,

il tuo timore ha sicuro fondamento

se la scintilla scaturisse un dì

la fiamma toccherebbe il firmamento.

 

Non temo, io maschio,  né odio la perfidia

figlia d’una  stregata associazione.

Se chi consiglia è ormai anima persa

tu puoi tornare nuovamente tersa.

 

A me, al maschio, non chiedere  perdono,

non potrei, nulla ti si deve perdonare.

Giova capire le miserie umane

senza alcun odio e men che mai rancore.

 

Odio piuttosto me, si fa per dire

per non considerare che quel male

che, come uomo,  ricevo dal quel tuo dire

sarebbe nullo col saper agire o almeno alleggerito con l’odiare.

 

Anche Se tu mi odiassi, ma a  ragione,

sarebbe serio dirlo, e poi sparire.

Ne soffrirei, eppur potrei capire

facendo spazio alla rassegnazione.

 

Ma tu “t’amo” non dici, né “ti odio”.

Arido il cuore tuo a tratti appare

come una roccia nel deserto persa

su cui neppur lo sguardo puoi posare.

 

Per questo attendo che tu ti ravveda.

Lunga è la via per liberar la  mente

condizio necessaria per l’amore

per sé, pria, e dopo per l’amante

 

Per chiudere in bellezza, non provare

a riconoscerti nell’Innominata.

Rischi con gran clamore di sbagliare.

È pura fantasia, donna mai stata.

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...