Due o tre cose che voglio dire a Renzi, dopo gli auguri

L’energia vitale e la determinazione sono indubbi fattori positivi di qualsiasi leader.

La fretta di fare, prossima all’ansia da prestazione, non solo può rivelarsi cattiva consigliera, ma addirittura può essere causa di guasti sociali destinai a perdurare nei decenni avvenire.

“Fare presto” non sempre si sposa col  “fare bene” e, se si forza il matrimonio fra i due, si può stare certi che il divorzio verrà con altrettanta velocità: sparirà il “bene” e resterà il “presto” con i relativi danni!

Ricordiamo tutti le lacrime (di coccodrillo?) dell’ex ministro Fornero allorquando, abbastanza velocemene, liquidò la sua riforma! Le conseguenze dannose, ancora esistenti, sono sotto gli occhi di tutti. Centinaia di migliaia di esodati rimasti in mezzo al guado, sospesi tra un benessere minimo a loro dovuto e la povertà alle porte; e ciò nonostante i rimedi altrettanto velocemente tentati.

A Renzi, pertanto dico: non siamo frettolosi; alcune materie richiedono il tempo necessario e quella del lavoro non è certo una questione che si può risolvere in qualche seduta in commissione e qualche passaggio in Parlamento.

Legge elettorale a parte che, senza alcun dubbio, necessita di accelerazione per evitare il caos in caso di elezioni, per le altre questioni il Governo si prenda il tempo necessario, concentrandosi su una priorità per volta e, soprattutto, eviti la tecnica degli annunci poco produttiva perfino per chi la pratica. Venti anni e passa di annunci mancati dovrebbero avere insegnato qualcosa!

Una riflessione sulla “rottamazione” mi è d’obbligo, avendo trattato il tema ben quindici anni or sono nel saggio “Rottami eccellenti”: l’essere giovani e forti sicuramente consente tante marce in più rispetto ai “grandi”, ma occorre fare attenzione a non discriminare solo per età: le eccellenze spesso risiedono nell’esperienza accumulata con gli anni . D’altronde lo stesso Renzi fa tesoro della saggezza di un anziano signore di nome Napolitano e della tenacia di un altro, del quale non occorre neppure fare il nome.

Non è forse questa la dimostrazione che la questione rottamazione è mal posta?

Una tale filosofia predicata da un leader che si propone come statista del futuro può rivelarsi un pericoloso lasciapassare alla rottamazione di massa deglo over 50, verso la quale esistono da sempre consistenti tentazioni delle imprese.

Forse, ora che l’obietivo della rottamazione interna al partito si è consumata, sarà il caso di aggiustare la rotta! 

Detto ciò, tanti auguri di buon lavoro a Renzi e alla squadra di governo.Non tanto nell’interesse dei protagonisti (direi che non ne hanno bisogno e, per la verità, non ne fanno richiesta) quanto e soprattuto per il bene dell’Italia e degli italiani.

Vito Manduca

 

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