“Nel mare dei fiori di Buc”, recensione del direttore del giornale “« Bergamo e Sport” Matteo Bonfanti

Il libro: “Nel mare dei fiori di Buc”, un’angosciante vicenda di pedofilia
raccontata da una grande scrittrice, Doriana Carosi

Il libro: “Nel mare dei fiori di Buc”, un’angosciante vicenda di pedofilia
raccontata da una grande scrittrice, Doriana Carosi

6 luglio, 2015

di Matteo Bonfanti
C’è un libretto piccolo piccolo. Me l’ha regalato l’unica scrittrice che
conosco di persona,una donna bella, colta, dai pensieri difficili perché profondi.
Mi ha chiesto di leggerlo. Voleva sapere il mio giudizio. Le ho detto l’avrei
recensito anche se è qualcosa che faccio raramente perché è assai difficile dire
se una lettura è buona o cattiva, bella o brutta, interessante o noiosa.
Dipende dal momento del cuore. Mi è capitato con una pagina di Montalban:
amata a vent’anni, odiata a trenta, imparata a memoria pochi mesi fa,
in uno dei periodi più incasinati della mia esistenza. Quindi non vi dirò
se “Nel mare dei fiori di Buc” di Doriana Carosi è un capolavoro o un
lavoro mediocre. Di certo ha frasi che restano nell’anima e che a me
tornano addosso pure quando sono fermo al semaforo, in ritardo e incazzato,
perché sanno confortare.

Doriana narra una vicenda oscura, terribile,
quella che vivono una madre e una figlia che s’imbattono nel famoso uomo nero.
Racconta la pedofilia, l’angoscia profonda che dà alle vittime, la vergogna
che circonda il carnefice, la rabbia che toglie il fiato e la speranza alle
persone intorno. La straordinarietà di Doriana è che lo fa con una prosa che somiglia alla poesia. Ci descrive la peggiore delle tempeste, il dolore che è
tuoni e fulmini perché arriva veloce e inaspettato, spaccando d’improvviso tre
vite leggere, inchiodandole al suolo. Non ci risparmia nulla. Neppure i graffi
e le lacrime. Ma lo fa accarezzandoci con le sue frasi musicali, legate al
sogno e al suono che ha il mare nelle notti di stelle e di primavera. Siamo terribilmente coinvolti, ma ci sentiamo assolti, merito delle sue parole,
un appiglio. L’isola di Doriana affonda, noi lettori la guardiamo accoccolati
di fronte al fuoco di un camino. Forse salvi.
“E’ di nuovo giorno. Non voglio alzarmi. Penso al cielo e spero sia piovoso;
lo vorrei complice”: è solo una delle tantissime perle che si trovano
“Nel mare dei fiori di Buc”. Che non è solo il dramma di chi si trova
costretto a reagire alle squallide carezze di un bruto. E’ innanzitutto
il lavoro di una scrittrice, tra le migliori nate da noi negli ultimi anni,
perché capace di dipingere quello che resta del giorno in Italia.
Ecco quindi il ritratto della generazione che ha avuto ogni cosa
togliendola agli altri, i sessantottini, eterni protagonisti di una
rivoluzione sempre imminente e sempre da rimandare. Poi c’è una salvifica
e dolce storia d’amore, da conservare gelosamente, nei brividi che vengono ad ascoltarla. C’è il paradiso, la costa ligure, il porto sepolto dell’autrice.
E c’è l’inferno, la Bergamo dei molti Bossetti, provincia rappresentata
come una matrigna colpevole, dove “tutti sanno di tutti, ma nessuno parla.
Paese di Chiesa e di chiese. Tante, troppe, quanti i peccati di chi vi abita.
Gente che si vergogna d’esser povera, malata, disgraziata. Che teme la
diversità quanto il terremoto. Che sfida l’ira di Dio per poi appellarsi
alla sua misericordia. Fai ciò che credi. Sbaglia, uccidi, ruba, sevizia
i bambini, colpisci a morte il cane che ti ha fatto da guardia, macella
la mucca che ti ha dato il latte. Gesù ti perdonerà nella sua infinita bontà”.
Sullo sfondo, tra le nuvole rosa del testo, c’è, importante, anche la storia di un’accogliente famiglia del Nord, genitori e nonni delle due vittime che
sono una madre e una figlia come ce ne sono tante. Leggendo questo libro,
le due donne ferite, le altre che hanno subito la medesima sorte, non
torneranno serene. Non guariranno. Non succede. La pedofilia non è una favola.
E’ il suo contrario. Le cicatrici restano, non passano grazie a un bel libro.
Una buona lettura non fa tornare felici e contente. Ma per una volta
queste donne si sentiranno protette, come si sta al fuoco di un camino.
Grazie al periodare di Doriana Carosi, una grande scrittrice,
che conosce bene come si vive col fango sulla pelle eppure ne è rimasta pulita.

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NELLE FOTO
IL LIBRO – «Nel mare dei fiori di Buc» è edito
da Edda Edizioni e costa 16,50 euro. L’autrice ha deciso di
devolvere il 50 per cento dei diritti d’autore all’Associazione Onlus
«La Caramella Buona» di Reggio Emilia
LA SCRITTRICE – Doriana Carosi è nata a Milano.
Ha compiuto studi in Giurisprudenza, Filosofia, Scienze Umane,
Scienze Religiose. E’ volontaria animalista e consulente filosofico

“Il fante” ha vinto la sua guerra!!!

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EDDA EDIZIONI

Comunicato stampa n. 9 del 07 luglio 2015

Il fante, e la collina delle vette gemelle 1942, di Vito Manduca

Finalista al Premio Cerruglio

ROMA, 07 luglio 2015, con comunicato stampa del 30 giugno 2015, l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (UNUCI), sezione di Lucca, organizzatore del 5° PREMIO CERRUGLIO – Concorso letterario di narrativa e saggistica, con il patrocinio del Comune di Montecarlo, riservato alle opere che trattano argomenti inerenti la Difesa e la Sicurezza e/o abbiano come protagonisti militari italiani ̶ ha reso noto il risultato della giuria selezionatrice delle opere finaliste.

È con piacere che apprendiamo la presenza, tra i cinque finalisti della sezione narrativa, del libro Il fante e la collina delle vette gemelle, 1942 del nostro autore e direttore Vito Manduca.

L’importante riconoscimento da parte di una giuria autorevole e qualificata, composta da Ufficiali in Congedo delle Forze Armate, membri del Consiglio Direttivo della Sezione UNUCI di Lucca, con la presidenza onoraria del giornalista Pino Scaccia, è fonte di soddisfazione per la casa editrice, di gratificazione per l’autore e incoraggia a proseguire nella selezione di opere inedite che abbiano elevato interesse sociale e umano.
Oltre che confermare i consensi unanimi finora manifestati dai primi lettori, l’evento rappresenta un tributo alla memoria dei protagonisti del libro, uomini e donne realmente esistiti, a partire dall’attore principale, quel fante di nome Antonio che nell’inferno di El Alamein del luglio 1942, pur sotto la minaccia incombente del fuoco del nemico, non ha esitato a mettere a repentaglio la propria vita pur di andare a rimediare acqua preziosa e, soprattutto, rara per i feriti della sua “buca”.

La premiazione dei vincitori avverrà sabato 5 settembre 2015, presso la Biblioteca Comunale di Montecarlo in provincia di Lucca.

Il Fante e la collina delle vette gemelle è in distribuzione e disponibile su ordinazione.

■contatti: http://www.eddaedizioni.it eddaedizioni@tiscali.it -335/5950316 – 335/5951339

Premio Letterario Cerruglio 2015. “Il fante e la collina delle vette gemelle, 1942” in finale

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http://www.cerruglio.com
COMUNICATO STAMPA 30.06.2015
5° PREMIO CERRUGLIO – Concorso letterario di narrativa e saggistica
Sabato 5 settembre 2015, con inizio alle ore 16:00, presso la Biblioteca Comunale di Montecarlo in provincia di Lucca, avrà luogo la premiazione
ufficiale dei vincitori del Premio Cerruglio, concorso letterario organizzato dalla Sezione di Lucca dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia
(UNUCI) con il patrocinio del Comune di Montecarlo.
Giunto alla 5.a Edizione, il Premio Cerruglio è suddiviso in due sezioni (Narrativa e Saggistica) ed è riservato alle opere che trattano argomenti
inerenti la Difesa e la Sicurezza e/o abbiano come protagonisti militari italiani.
Questi i titoli finalisti (in ordine alfabetico) di quest’anno, selezionati dalla Giuria del Premio con la presidenza onoraria del giornalista Pino Scaccia.
Per la Sezione Narrativa:
● “Abyss” di Simone Regazzoni (Longanesi)
● “Com’era dolce l’inferno” di Marco Bovo (Leone Editore)
● “Il fante e la collina delle vette gemelle” di Vito Manduca (Edda Edizioni)
● “Il tempo dei frutti maturi” di Giuseppe Conforti (Albatros)
● “Operazione Grifone” di Carlo Nordio (Mondadori)
Per la Sezione Saggistica:
● “Io sono un’arma” di David Tell (Longanesi)
● “I Signori della Grande Guerra” di Pier Paolo Cervone (Mursia)
● “Gigi sei un angelo” di Francesco Maria Bovenzi (Maria Pacini Fazzi Editore)
● “La Tregua di Natale. Lettere dal Fronte” di Alberto Del Bono (Edizioni Lindau)
● “Libano nel baratro della crisi siriana” di Laura Tangherlini e Matteo Bressan (Poiesis)
Sono stati inoltre scelti quattro titoli per i Premi Speciali:
“Romanzetto di amori, di mari e di battaglie” di Renato Ferraro (Franco di Mauro Editore);
“Quando la Sicilia fece guerra all’Italia” di Alfio Caruso (Longanesi);
“La Guerra al tempo dei droni” di Gianfranco Bangone (Castelvecchi Editore);
“La Guardia di Finanza nelle isole italiane dell’Egeo” di Giovanni Cecini (Gangemi Editore).
Durante la cerimonia finale saranno infatti conferiti anche i seguenti riconoscimenti speciali:
● Militare dell’anno al Contrammiraglio Francesco Sollitto, Comandante del 1° Gruppo Navale, per l’impegno della Marina Militare nella
missione “Mare Nostrum”;
● Miglior giornalista straniero a Sophie McNeill per il servizio “The Italian Solution” realizzato per il programma televisivo “Foreign
Correspondent” del canale australiano ABC;
● Premio Speciale UNUCI, Premio Speciale Società Italiana Storia Militare, Premio Speciale Formiche e Premio Speciale Europa2010.
Al termine della premiazione seguirà una tavola rotonda sulla sicurezza nel Mediterraneo con esperti e giornalisti.
* * *
L’UNUCI è l’associazione di rilevanza nazionale, fondata nel 1926, che raccoglie intorno a sé Ufficiali di ogni grado che hanno svolto servizio nelle
Forze Armate o nei Corpi Armati dello Stato italiano; accanto agli Ufficiali provenienti dal servizio permanente effettivo, vi sono anche migliaia di
professionisti, imprenditori, impiegati che, dopo il periodo trascorso con l’Uniforme, sono tornati alla vita civile proseguendo o dando vita ai mestieri
e alle professioni più diverse.
Il Premio CERRUGLIO prende il nome dalla Fortezza che domina il paese di Montecarlo in provincia di Lucca, un antico Borgo medioevale risalente
al 1333, perfettamente conservato con le sue antiche mura che lo circondano, posto su di un colle isolato che ne esalta le peculiarità turistiche e
paesaggistiche. Dominato dall’imponente Fortezza, conta 4.500 abitanti ed è particolarmente vocato agli eventi di stampo culturale che qui trovano
una cornice ideale, soprattutto nel periodo estivo.
CONTATTI STAMPA: Valter Cassar 349 7221597 – cassar4@libero.it