EDDA Edizioni: comunicato stampa di fine anno

Comunicato stampa di fine anno
30 dicembre 2016 n.7

Roma, 30 dicembre 2016 – L’anno che si conclude ha registrato un avvio in corsa sulla scia dei successi ottenuti nel 2015, la cui punta massima è stata la premiazione de “Il fante e la collina delle vette gemelle”, di Vito Manduca, Premio Letterario Cerruglio organizzato dall’UNUCI.
Per tutta la prima parte dell’anno sono proseguiti i messaggi di condivisione del libro sia da parte di privati sia da istituzioni varie.
Un’impresa fatta di persone non è immune da eventi riferiti alla vita stessa che, nel bene e nel male, ne influenzano il normale percorso. Nella seconda parte dell’anno, vicissitudini familiari impreviste e importanti hanno impegnato non poco il team, imponendo sforzi straordinari per la realizzazione del programma.

Il freno temporaneo registrato in estate non ha impedito di portare a termine con successo gli obiettivi. E siamo ancora qui più determinati di prima e convinti, per citare Friedrich Nietzsche, che Quello che non mi uccide, mi fortifica… Non possiamo che essere soddisfatti per la diffusione che le nostre opere stanno registrando ovunque in Italia.
In settembre abbiamo avviato le procedure di trasferimento sede in via Fidene 6 (Metro A San Giovanni); centralità utile per rendere più agevoli gli incontri.
Tre opere in particolare sono state protagoniste in tre parti diverse dell’Italia: al Centro ha tenuto banco “C’è rimasta la ragione” di Ivan Nardone, con presentazioni in diversi comuni; al Nord, il nuovo libro “Il filo di Arianna” di Viky Rubini che ha avviato l’iter di presentazioni a partire dalla Lombardia; al Centro-Sud e isole (Sicilia) prosegue anche in questi giorni il successo, specialmente fra i giovani, di “La neve all’alba” di Basilio Petruzza.
Aumenta l’attenzione della stampa locale, mentre, in ambito nazionale, la rivista Notizie SNFIA, periodico nazionale del Sindacato Delle Alte Professionalità Assicurative continua a ospitare articoli e recensioni sulle nostre opere.
Un anno di successi e di conferme dunque da condividere in particolare con gli autori e con le autrici, provenienti da diverse parti d’Italia e dall’estero che, scegliendo EDDA Edizioni, hanno concorso da protagonisti al risultato.

Segnalare le opere è il modo per ringraziarli.

• “I dubbi di Dario” di Mario Giacomozzi (Roma)
• “Il filo di Arianna” di Viky Rubini (Bergamo)
• “Il mondo nuovo” di Mario Giacomozzi (Roma)
• “Isole improvvisamente abitate” di Berenice d’Este (Torino)
• “Rosa bianca” di Ernestina Tirria (Sardegna)
• “Il Misterioso mondo di Gemma” di Patrizia Torelli (Roma)
• “I’uguale non conosce maiuscole” di Doriana Carosi (Bergamo)
• “Metafisica del Caucaso” di Maurizio Bardoni, (Brasile)
• “La faccia brutta” di Andrea Alberto Forchino (Venezia)

Arrivederci ai primi del 2017 che ci vede impegnati con il programma del primo semestre con sei opere già in lavorazione:
• “Trenta anni avanti, trenta anni indietro lungo le coste del Mediterraneo” di Daniela Tombà
• “GEOMETRIE?” di Franco Rupeni e Alessandro Zampa
• “Il Castello dei Guerrieri d’Intelletto” di Maria Rosaria Ditto
• “Buongiorno Papino” di Mario Giacomozzi
• “Larry, il cammino della follia” di Alessio Puliani
• “Labirinto” di Vito Manduca

A TUTTE E A TUTTI UN FELICE E PROSPERO ANNO NUOVO
■contatti: http://www.eddaedizioni.it eddaedizioni@tiscali.it redazione@eddaedizioni.it -335/5950316 – 335/5951339

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IL RE E’ MORTO, VIVA IL RE! Nasce il nuovo governo all’insegna della continuità?

Responsabilmente, come nostro costume di opinionisti “senza portafoglio”, non possiamo non compiacerci con il Qurinale e con l’illustre inquilino, il Presidente Mattarella, per la velocità con cui ha avviato a soluzione la crisi.

Certo è leggittimo il dubbio che, in fondo, tutto sembra cambiato ma in verità tutto è come prima.
Altrettanto fondato il retropensiero che, in fondo, lo scettro sia rimasto, nella sostanza, al Matteo nazionale che, per coerenza col passato e per convenienza per il futuro, ha accolto i consigli che illustri opinionisti hanno elargito nei giorni scorsi, e cioè di fare un passo indietro per meglio posizionarsi.

Quale che sia, rifuggiamo da dietrologia di maniera e, ora che un Governo si avvia all’operatività, c’è da auspicarsi che altri consigli vengano accolti.

C’è da auspicarsi, per esempio, che anzichè anteporre le riforme della migliore legislazione che la Repubblica ha saputo esprimere nella sua giovane vita, a partire dalla Legge Fondamentale, la Costituzione, fino allo Statuto dei lavoratori e,in generale, le leggi sul lavoro il nuovo esecutivo si concentri all’attuazione di quanto previsto proprio in quelle leggi oggetto di riforma.

Basterebbe, ad esempio per iniziare, creare davvero le condizioni di lotta senza quartiere alla povertà attraverso il vecchio slogan lavorare meno (in termini orari) lavorare tutti! Basterebbe, ad esempio, creare le condizioni per una lotta senza quartiere contro le nuove schiavitù favorite anche dalle recenti riforme sul lavoro. Basterebbe ad esempio creare le condizioni a che ciascuno riceva una retribuzione sufficiente (vedi art. 36 Costituzione).
Basterbbe ad esempio creare opportunità per tutti e non elargire semplici e misere provvidenze che, forse nel tentativo di renderle più nobili, vengono denominati bonus!
Provvidenze che, se memoria non mi inganna, ricordano tanto le elemosine in uso all’inizio della Repubblica quando, quasi sempre a ridosso delle elezioni, le famiglie bisognose, e non solo, ricevevano piccoli pacchi con generi alimentari (pasta/sale/zucchero); se memoria non mi inganna il tutto gestito da un ente ad hoc denominato ECA (Ente Comunale Assistenza). Perfino il Bonus dei giovani, finalizzato ai libri, fa venire in mente i pacchi dono che negli anni Cinquanta venivano distribuiti nelle scuole (formaggini, qualche rosetta di pane bianco, caramelle…).

Sarebbe bene che chi governa si rendesse finalmente conto che gli italiani in genere non chiedono elemosine e che, semmai, quelle risorse mal distribuite a pioggia, se concentrate, potrebbero davvero aiutare tante famiglie a uscire dalla povertà.

Oggi è senz’altro presto per valutare il nascente governo. Ma se si impegnerà in modo saggio, concentrandosi sulle esigenze reali della gente e non sulla gestione del potere dei singoli governanti o, se preferiscono, della Casta di turno, saremo felici di augurare successo. Anche per l’intera legislatura. Un Buon governo potrà essere anche nato male, ma diventerà buono o cattivo solo per ciò che saprà fare.

REFERENDUM ovvero LA ROTTAMAZIONE DEI ROTTAMATORI

Se fossimo irresponsabili ci verrebbe da dire “chi di rottamazione ferisce… di rottamazione perisce!”.

Ma noi, appartenenti a quella categoria di “grandi” su cui maggiormente si è accanita la filosofia della rottamazione, siamo grandi, responsabili e, forse, anche saggi.

Pertanto non lo diremo.

Non esulteremo per la sonora lezione che il gruppo di giovani belli, rampanti e un tantinello arroganti, dovrebbero trarre dalla evidente censura che “il popolo ignorante”, parimenti composto da giovani e da anziani ha inteso impartire urlando NO! a un cambiamento spacciato per progresso civile ma che mal celava una pericolosa involuzione della Democrazia custodita nella “fortezza” chiamata Costituzione, edificata con solide muraglie dai Padri Costituenti.
Il peggiore messaggio passato negli anni di un governo troppo veloce, troppo supponente e troppo superficiale – per essere buoni – è stato quello rivolto contro il “vecchio” inteso come materia e come pensiero. Se ne sono accorti gli italiani, sia giovani sia vecchi, e, sentendosi anche parte di quel vecchio, hanno con determinazione alzato gli scudi dell’intelligenza, della ragione e, finanche, del cuore respingendo in blocco un “nuovo” troppo enfatizzato, contro un vecchio che, comunque, ha saputo mantenere l’Italia in un alveo civile e democratico.

Ebbi già modo di dire che quando il capo dei rottamatori giocava al boy scout (con tutto il rispetto per la categoria), io, ancora fresco di studi universitari, quindi giovane, mi occupai degli anziani e della Costituzione quali beni preziosi e insostituibili. Nei miei primi due libri, “Vite rubate” e “Rottami eccellenti” ho inteso mettere persino in guardia coloro che, già all’epoca, coltivavano il seme maligno della rottamazione umana creando le condizione di una muraglia insormontabile tra le generazioni presenti e future.
A coloro che si sentivano al di sopra degli uomini e che potevano disporre delle vite (sociali) degli altri in forza dei poteri conferiti, lanciavo un monito molto semplice, ma altrettanto efficace, e cioè di considerare che la pratica di ritenere gli anziani, o alcune categorie di anziani, superati, finiti e, pertanto, da emarginare in quanto ostacolo del progresso, prima o poi avrebbe fatalmente coinvolto anche le loro persone, frenata la loro azione e sancito la loro sconfitta.
In questi anni, dal mio osservatorio, non mi sono mai stancato di inviare messaggi pubblici, anche diretti, verso i filosofi della rottamazione di turno. Ma registro che il delirio del potere annebbia e oscura perfino i rischi che corrono gli stessi attori.
L’esito del referendum, pertanto, produce in me due sentimenti contrapposti: da una parte una profonda tristezza per la fine, o almeno il freno, di una energia propulsiva mai vista negli anni della Repubblica che, se diversamente indirizzata, avrebbe potuto davvero fare tanto per rilanciare questo Paese; dall’altra, la felicità di constatare la maturità di un popolo profondamente rinnovato rispetto a quello che scelse, nel dopoguerra, la forma repubblicana ma altrettanto determinato a difendere la democrazia conquistata, non cadendo più nella trappola della propaganda dell’uomo della provvidenza di turno.

Il fatto poi che i giovani hanno votato in massa favorendo un esito straordinario, più che una speranza, è quasi una certezza che, sulla Democrazia avanzata, indietro non si torna.

Complimenti Italia! Avanti tutta verso nuovi spazi democratici; non è vero che nulla si potrà più fare, come i messaggi della sgradevole campagna referendaria volevano farci assorbire, uomini di buona volontà si faranno avanti e il popolo sovrano li sosterrà!