REFERENDUM ovvero LA ROTTAMAZIONE DEI ROTTAMATORI

Se fossimo irresponsabili ci verrebbe da dire “chi di rottamazione ferisce… di rottamazione perisce!”.

Ma noi, appartenenti a quella categoria di “grandi” su cui maggiormente si è accanita la filosofia della rottamazione, siamo grandi, responsabili e, forse, anche saggi.

Pertanto non lo diremo.

Non esulteremo per la sonora lezione che il gruppo di giovani belli, rampanti e un tantinello arroganti, dovrebbero trarre dalla evidente censura che “il popolo ignorante”, parimenti composto da giovani e da anziani ha inteso impartire urlando NO! a un cambiamento spacciato per progresso civile ma che mal celava una pericolosa involuzione della Democrazia custodita nella “fortezza” chiamata Costituzione, edificata con solide muraglie dai Padri Costituenti.
Il peggiore messaggio passato negli anni di un governo troppo veloce, troppo supponente e troppo superficiale – per essere buoni – è stato quello rivolto contro il “vecchio” inteso come materia e come pensiero. Se ne sono accorti gli italiani, sia giovani sia vecchi, e, sentendosi anche parte di quel vecchio, hanno con determinazione alzato gli scudi dell’intelligenza, della ragione e, finanche, del cuore respingendo in blocco un “nuovo” troppo enfatizzato, contro un vecchio che, comunque, ha saputo mantenere l’Italia in un alveo civile e democratico.

Ebbi già modo di dire che quando il capo dei rottamatori giocava al boy scout (con tutto il rispetto per la categoria), io, ancora fresco di studi universitari, quindi giovane, mi occupai degli anziani e della Costituzione quali beni preziosi e insostituibili. Nei miei primi due libri, “Vite rubate” e “Rottami eccellenti” ho inteso mettere persino in guardia coloro che, già all’epoca, coltivavano il seme maligno della rottamazione umana creando le condizione di una muraglia insormontabile tra le generazioni presenti e future.
A coloro che si sentivano al di sopra degli uomini e che potevano disporre delle vite (sociali) degli altri in forza dei poteri conferiti, lanciavo un monito molto semplice, ma altrettanto efficace, e cioè di considerare che la pratica di ritenere gli anziani, o alcune categorie di anziani, superati, finiti e, pertanto, da emarginare in quanto ostacolo del progresso, prima o poi avrebbe fatalmente coinvolto anche le loro persone, frenata la loro azione e sancito la loro sconfitta.
In questi anni, dal mio osservatorio, non mi sono mai stancato di inviare messaggi pubblici, anche diretti, verso i filosofi della rottamazione di turno. Ma registro che il delirio del potere annebbia e oscura perfino i rischi che corrono gli stessi attori.
L’esito del referendum, pertanto, produce in me due sentimenti contrapposti: da una parte una profonda tristezza per la fine, o almeno il freno, di una energia propulsiva mai vista negli anni della Repubblica che, se diversamente indirizzata, avrebbe potuto davvero fare tanto per rilanciare questo Paese; dall’altra, la felicità di constatare la maturità di un popolo profondamente rinnovato rispetto a quello che scelse, nel dopoguerra, la forma repubblicana ma altrettanto determinato a difendere la democrazia conquistata, non cadendo più nella trappola della propaganda dell’uomo della provvidenza di turno.

Il fatto poi che i giovani hanno votato in massa favorendo un esito straordinario, più che una speranza, è quasi una certezza che, sulla Democrazia avanzata, indietro non si torna.

Complimenti Italia! Avanti tutta verso nuovi spazi democratici; non è vero che nulla si potrà più fare, come i messaggi della sgradevole campagna referendaria volevano farci assorbire, uomini di buona volontà si faranno avanti e il popolo sovrano li sosterrà!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...