Morire in te

Pomeriggio uggioso di gennaio
per caso disceso nel tuo mondo
ho respirato te in quel ghiacciaio
scaldato un tempo da un amor profondo

quando, bambina, non osavi ancora
confessare almeno a te quella follia
di amarmi o, almeno almeno per un’ora,
inebriarti, facendo tua l’anima mia.

Magari sbaglio ora, sbagliai forse parecchio
al phon lisciando un dì i neri tuoi capelli
ancor bagnati davanti al grande specchio
a leggere le tue labbra e gli occhi belli

“un ragazzo solare come te, io amerei”
di fuoco il tuo sguardo mi trafisse
ignorai severo; eri bambina e appartenevo a lei …
parlai ben d’altro, ché lei, di là, non si ferisse

L’amavo, certo e l’amo, ma quel tuo dolce sguardo
languido e l’apparenza un po’ lasciva
mi entraron dentro come un traguardo
che anche in là, crescendo, mi assaliva.

Ed eccoti stanotte sul divano
dove di noi “monelli” saettava la passione
sorprendermi con un vibrante “t’amo”
nel mordermi la lingua all’effusione …

precipitevolissimevolmente
l’anima mia in quel bacio tuo dolcissimo
sparì tra le tue labbra interamente
morì per te e con te, ed è stato bellissimo!

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