SocialNews n2 Video presentazioni libri e video letture

 

SocialNews del 28 3 2017

Video messaggio e letture di Vito Manduca – direttore Edda edizioni

Una buona giornata a tutti.

Diamo inizio a una nuova modalità  di video presentazioni degli autori  che chiameremo da Dante Alighieri a EDDA edizioni, secoli di cultura italiana collegati dal comune denominatore dell’idea del viaggio come metafora del cammino della   stessa umanità che amiamo pensare eterno.

Le letture della Divina Commedia associate a quelle dei nostri autori vogliono essere la rappresentazione del difficile percorso degli editori indipendenti  in tre  mondi  assimilabili a quelli Danteschi: l’Inferno del mercato con lo spietato dominio dei potenti che poco spazio lasciano sia all’impresa libera sia alla fantasia dei nuovi autori; il Purgatorio della selezione dei manoscritti con l’azione del “purgare” appunto gli stessi con accurato editing onde consentire agli elaborati grezzi di accedere al Paradiso sotto forma di libro in grado, per chi li ama, di produrre emozioni di elevata catarsi.

Come ouverture abbiamo scelto un libro emblematico, molto vicino per fantasia e per genere alla Divina Commedia: L’ultima crociera di Mario Giacomozzi, in arte Gmarius, un originale e attuale poema in versi del genere ditirambo.

https://www.facebook.com/edda.edizioni

La Divina commedia, L’inferno canto 1

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L’ultima crociera

Il libro al solo costo di 19 euro è reperibile presso le migliori librerie oppure ordinabile  a Eddaedizioni@tiscali.it

SocialNews n. 1 12 3 2017 A proposito del libero pensiero – Editoria indipendente e responsabile – di Vito Manduca

Roma 12 marzo 2017 – La “Grande editoria”, ovvero  quella dei grossi gruppi, è scossa in questi giorni da inchieste della Magistratura che  non fanno che confermare quanto di comune notorietà circa il malcostume di un’editoria drogata, finalizzata prevalentemente all’utilizzo dei finanziamenti pubblici.

Vien da pensare che il vero core business di tale imprenditoria non sia la produzione di informazione e di Cultura con la “C” maiuscola bensì l’appropriazione di soldi della collettività, dichiarando una produzione “fantasma” o producendo sconsideratamente centinaia di migliaia di copie di giornali, o anche di libri, e che mai nessuno comprerà,  tanto meno leggerà.

I danni, irreversibili, di tali irresponsabili politiche non sono soltanto per le pubbliche finanze, ma coinvolgono ambiti più rilevanti.

L’ambiente e la salute del pianeta, quando si procede a produzione di carta da consumare senza utilità, sono le prime vittime su più binari, a monte e a valle.

L’uso scriteriato di carta concorre, a monte,  al processo inarrestabile di deforestazione. La stessa lavorazione per trasformare gli alberi in carta grezza, e questa in pagine di libri o di giornali stampati, a sua volta, produce costi per la collettività, consumo di energia e, comunque, inquinamento.

La successiva dispersione nell’ambiente, a valle, e le stesse operazioni di macero producono ulteriore inquinamento, danni alla salute e deturpano il paesaggio.

I danni sul piano finanziario si riverberano intanto sull’intera collettività, giacché i finanziamenti pubblici milionari sicuramente incidono sulla fiscalità generale. Soldi che magari sarebbero salvifici per ridurre la povertà materiale e intellettuale in cui sempre più sta sprofondando il Paese!

Per quanto concerne il settore editoriale, i danni più tangibili sono quelli che ricadono sui piccoli e medi editori che, non solo devono combattere in modo impari contro colossi ma, per scelta o per impossibilità, non avranno mai accesso a finanziamenti pubblici. Senza contare che stampando basse tirature, anche per ragioni etiche, i costi dei libri o dei giornali prodotti non potranno mai essere competitivi con quelli dei colossi che saranno di gran lunga inferiori, grazie alle alchimie dei finanziamenti e delle copie fantasma.

Oltre ai danni materiali e tangibili, il settore e, in senso più lato la collettività, saranno privati della possibilità di produzione e di diffusione di un libero pensiero di più ampio respiro, non pubblicando opere meritevoli provenienti da persone normali, creative ma sconosciute.

In questo contesto, siamo, come editori, orgogliosi e convinti di avere fatto la scelta giusta, non solo predicando i principi etici, facendo affidamento soltanto sulle proprie risorse e non inseguendo i finanziamenti di sorta, ma sancendo  detti principi nel  contratto di edizione in modo da condividerli a monte con gli autori, senza lo specchietto delle allodole di stampe, massive o “fantasma”, che mai si venderanno, e, forse, nemmeno si stamperanno:

L’Editore aderisce a un’editoria sostenibile e responsabile. A questo fine adotta font e caratteri idonei a contenere lo sviluppo di pagine ed evita soverchie giacenze di magazzino. Nel rispetto dell’ambiente, procederà in via automatica a periodiche ristampe mirate, in funzione degli ordini che perverranno, tempo per tempo, dalla distribuzione, dagli  Autori o da sponsor durante la durata contrattuale.” (ex art. 1 contratto di edizione – EDDA).

Probabilmente con questi obiettivi non rincorreremo, e non produrremo in altri, sogni di “grandeur” ma saremo liberi da condizionamenti esterni e daremo il nostro contributo affinché la “grande cultura” si  arricchisca della sommatoria di tanti liberi pensieri provenienti dalla gente comune, usa a pensare e a sognare, ma con i piedi per terra.

Non è casuale la scelta di avviare il programma editoriale 2017 con un libro, Il Castello dei Guerrieri dell’Intelletto, di Mara Rosaria Ditto, docente di scuola primaria. Un libro che, in sole 66 pagine,  rivolge un grande messaggio e un fondamentale insegnamento  ai bambini e ai ragazzi – ma che va bene per tutti – sulla Costituzione Italiana, fonte prima di legalità, di democrazia, di etica e, in generale, di rispetto per il prossimo.

Magistralmente illustrato da Eugenia Merlani, il  libro è uno straordinario, e per quanto ci risulta originale, strumento didattico in grado di far acquisire nelle prima età scolare la sacralità dei principi, dei valori e dei diritti fondanti la Democrazia delle Repubblica voluta dai Padri Costituenti all’indomani dell’immane tragedia della Seconda guerra mondiale.

Un libro che ciascuna scuola primaria e secondaria d’Italia dovrebbe adottare.

 

dove la favola diventa realtà

Il Castello dei Guerrieri dell’Intelletto di Maria Rosaria Ditto

In distribuzione nelle librerie italiane

Privati e scuole possono ordinare anche a eddaedizioni@tiscali.it – spedizione gratuita ovunque in Italia

8 MARZO DEDICATO ALLE DONNE: CHE NON SIA SOLO UNA LITURGIA

Come ogni anno l’8 marzo ripropone la questione femminile e di per sé è un bene. D’altronde, di per sé, ogni giorno di festa evoca situazioni positive. Il giorno di festa, chi festeggia, non dovrebbe lavorare o dovrebbe farlo con meno fatica;  indossa l’abito migliore; mangia bene; si dedica alle cose che producono maggior piacere. Insomma, il giorno di festa, chi festeggia, è o dovrebbe essere libero. Meglio LIBERA visto che la festa è delle donne.

A parte qualche legittimo dubbio circa la reale libertà di pensare a se stessi/stesse,  visto che anche le feste riconosciute come tali impongono protocolli liturgici ripetitivi che non solo limitano ugualmente la libertà ma impegnano oltremodo in rituali di gruppo, è certo che un giorno di festa non potrà mai ripagare le donne dagli abusi subiti da sempre dal predominio maschile. E per abusi non sono da intendere soltanto gli episodi esecrabili di violenza fisica troppo spesso sconfinanti nel femminicidio, bensì ogni forma di imposizione, fisica e psichica, praticata non solo da singoli uomini ma da politiche inneggianti al culto del maschio.

Auguri, quindi,  a tutte le donne dell’universo.

Che non sia festa per un solo giorno ma per ogni giorno della loro esistenza e che il leggiadro fiore di mimosa possa, almeno per un giorno, alleggerire il gravoso carico che l’universo maschile impone ai loro corpi e alle loro menti.

Siano comunque consapevoli che, senza integralismi e radicalizzazioni di posizioni, la parità di genere nessuna politica illuminata ò peraltro dominata dai maschi – potrà renderla possibile. Saranno il loro quotidiano impegno, la loro intelligenza, la loro determinazione, il rispetto di se stesse  e, talvolta, il loro sacrificio  a rendere possibile graduali progressi.

EVVIVA LE DONNE

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