Intervista di Rossella Ronconi – Presidenza Fitel Nazionale

 

LABIRINTO – Naufragio nella Sanità

di Vito Manduca

(EDDA edizioni 2017)

Intervista per FITEL

di Rossella Ronconi Presidenza Nazionale FITEL

 

Una guida preziosa per tutti

Da qualsiasi labirinto si può uscire vincitori… se mossi da forte determinazione interiore e sostenuti da tenaci Arianne …

 

L’incipit  forte  della  premessa del tuo nuovo libro Labirinto è una frase a effetto per impressionare il lettore?

Riconosco che effettivamente l’affermazione in premessa: “La morte alla prima meravigliosa esistenza sociale giunse all’improvviso…” si presta a tale interpretazione. Tuttavia l’intento non era turbare il lettore ma trasmettere la reale percezione di uno shock personale, che immagino simile per qualunque persona che nel pieno del vigore debba prendere atto che l’immaginata invulnerabilità di una vita può dissolversi in un solo attimo. Shakespeare non dice forse che in un istante, un solo istante, il tempo di un battito di un ciglio, le cose perfette svaniscono?

In realtà cosa accadde in quel giorno?

Un evento di normale routine di prevenzione cardiologica fece crollare tutte le certezze che per sessantatré anni mi avevano risparmiato qualsiasi coinvolgimento personale in ospedali, conferendomi un senso di  invulnerabilità. Quando pensi di stare bene hai la percezione dell’eternità.  La repentinità mi ha sospinto in un labirinto mai sperimentato prima, senza darmi la possibilità di pianificare alcunché e costringendomi ad accedervi attraverso il primo varco  utile incontrato sulla via: l’ospedale di San Giovanni a Roma. Già dalla durissima esperienza del pronto soccorso, particolarmente congestionato in estate, mi resi conto che non sarebbe stata una passeggiata e che per un periodo indeterminato avrei dovuto tranciare di netto le mie abituali attività e intraprendere un viaggio in un ipotetico inferno dal quale sarei potuto non ritornare. La sensazione della fine del primo impatto lasciò subito il posto alla rinascita. Allora se così doveva essere, sarei stato un naufrago nel mare periglioso della Sanità pubblica e alla fine ne sarebbe uscito un altro uomo, un altro me.

Nel libro tu stesso affermi che avresti potuto godere dei privilegi garantiti dall’assicurazione privata e affidarti a strutture private di eccellenza, selezionate dalla società di assicurazione…

Per gli oltre quarant’anni di professione nel settore assicurativo ho contribuito, in qualità di esperto, a diffondere principi fondamentali che coniugassero il pubblico e il privato: la difesa comunque del Sistema Sanitario Nazionale, sicuramente di eccellenza  e patrimonio dell’intera popolazione e l’utilità di integrazione con il sistema privato, grazie alle coperture assicurative. Con questa spinta è nata una miriade di Casse di assistenza, ovviamente anche per i dipendenti delle assicurazioni. I funzionari e i dirigenti, in particolare, hanno conquistato importanti garanzie molto attente alla prevenzione. Nonostante la mia imperdonabile noncuranza per quel senso d’invulnerabilità che mi diceva che sarei stato immune da patologie, è grazie anche a questa cultura della prevenzione che almeno ho avuto l’opportunità di intervenire in tempo. Tuttavia, al momento della scelta se intraprendere il percorso del pubblico o del privato, il poco tempo a disposizione mi ha fatto prendere la scorciatoia ed entrare nel più vicino ospedale.

Medice cura te ipsum… verrebbe da dire, quando affermi di non aver trovato pronta risposta dai call center assicurativi che ti dovevano guidare magari in strutture private…

Purtroppo è così. E spero (anzi nelle mie possibilità non mi stancherò di contribuire a migliorare) che il management assicurativo, preposto a tali delicati e, si badi, utilissimi servizi, corregga il tiro mettendo in condizione gli operatori di fornire con rapidità emergenziali le indicazioni utili per la scelta migliore. Ovviamente, non intendo fare pubblicità né positiva né negativa alla società assicurativa, che non citerò; ma qualcuno dei responsabili leggerà il libro… In sostanza, appurato che non sarebbe stata una passeggiata, telefonai al call center per essere indirizzato a strutture e a cardiochirurghi convenzionati, ricevendo in risposta che sarei stato io a scegliere e a verificare l’esistenza della convenzione! Loro, relativamente al cardiochirurgo, non disponevano neppure di una lista su cui operare la scelta. Non mi arresi e telefonai ad amici e colleghi di Direzione ricevendo grandissima disponibilità e ottenendo di parlare direttamente col responsabile delle Convenzioni con le strutture sanitarie e i medici. Non ci conoscevamo personalmente ma l’ex collega fu disponibilissimo a indicarmi alcuni ospedali, qualche clinica e cardiochirurghi convenzionati. Peccato che quando cercai il luminare, la sua ex assistente mi rispose che era in pensione già da cinque anni e che era stato sostituito. Non credo ci sia da aggiungere altro se non la dura constatazione che per raggiungere  non dico l’eccellenza, ma almeno l’efficienza, anche nel mio ex settore di appartenenza c’era molto da fare.

Pressato dal tempo che scorreva inesorabile, decisi dunque di affidarmi totalmente al Sistema Sanitario Nazionale come tutti i comuni mortali. Sarebbe stata l’occasione, in caso fortunato, di saggiare di persona le eccellenze e le deficienze. Confidando che il giuramento di Ippocrate fatto dai medici non discrimina tra pubblico e privato e che, in fondo, la struttura privata offre solo maggiori agi dal punto di vista “alberghiero” e dei servizi, rimasi nel pubblico certo che la professionalità di chi vi opera, quando c’è, è la medesima.

Perché Labirinto e perché naufragio?

Beh, Labirinto dà proprio l’idea di un percorso obbligato, sconosciuto e impervio dove la salvezza sarà possibile solo trovando la giusta via d’uscita e sconfiggendo il terribile Minotauro, annidato al centro. Quale metafora migliore per chi si appresta ad affidare quel che resta del suo futuro alle mani del cardiochirurgo per la prima volta nella vita? È lì, in sala operatoria che si annida il Minotauro ed è lì che vi sarà la battaglia più cruenta, ed è sempre lì che si rischia di più. Naufrago viene dopo: vinta la battaglia non si è ancora fuori dalla guerra: la terapia intensiva rappresenterà l’oceano sterminato, sconquassato da marosi e tsunami dove si è soli. Naufraghi appunto, in balia delle onde e in cerca di un appiglio su terraferma. Per chi è mediocre nuotatore, e privo di salvagente, non è cosa da poco!

Un diario quindi di sofferenze? Il cammino del dolore?

No. Non lasci ingannare la premessa della morte alla prima esistenza… e l’argomento, certo non da romanzo rosa… L’obiettivo che mi son dato fin dal primo giorno, e per i 76 lunghi giorni di permanenza nelle tre strutture: “San Giovanni” per l’inquadramento del caso, “Tor Vergata” per l’intervento e “Villa Sandra” per la riabilitazione, è stato quello di voler cristallizzare giorno per giorno tutto ciò che succedeva intorno, guardando con l’occhio distaccato dello scrittore e del sociologo, prima ancora che del paziente;  ma con un pizzico d’ironia e di tanta autoironia, sempre presenti anche nelle circostanze più dure della vita, utilizzando una prosa in grado di divertire il lettore oltre che farlo riflettere.

Un Sistema Sanitario disastrato?

Direi trascurato. Quel sistema di Welfare della salute immaginato appare chiaramente in sofferenza e, al di là di quel che se ne dica, non riceve la giusta attenzione da parte della politica e della pubblica amministrazione. Ciononostante, il bilancio tracciato alla fine del percorso è che le eccellenze riscontrate, per esempio dei sanitari di tutte le tre strutture, sono tali da far meglio sopportare i disagi dovuti ai disservizi, alla carenza di strumentazione e risorse, alla scarsità dei posti letto, alle mortificanti attese nei pronto soccorso  e nei laboratori per esami strumentali e all’inadeguatezza di qualche paramedico maldestro, sia nelle relazioni umane, fondamentali per i pazienti, sia nella diligenza e nella preparazione professionale. Ho cercato di esaltare di più le eccellenze per non incappare in quel senso di vittimismo che spesso assale. Ho cercato di fare giustizia, riferendo di tante persone meravigliose, spesso chiamandole per nome altre volte per cognome, dotate di un grande senso di umanità dove il lavoro di medico e paramedico è apparso più come una missione che come una fonte di reddito. A Tor Vergata, per esempio, proprio nell’inferno della terapia intensiva, il cui concetto andrebbe ripensato, per esempio rimodulando gli spazi, eccellenza del personale e deficienza hanno avuto un bel duello.

In concreto?

Preferisco riferire tre casi di grande attenzione e umanità e sorvolare sulle miserie delle deficienze. Un’infermiera, sindacalista delle CGIL, saputo del mio ruolo sindacale di lungo corso, è entrata in relazione con me dandomi preziose informazioni per la stesura del libro. Ha lamentato, con il tipico realismo di sindacalista, l’endemico sottodimensionamento del personale infermieristico, pregandomi di denunciarlo nel libro. Ciononostante mi ha seguito, per quanto le fu possibile, interessandosi perfino a farmi trasferire dalla terapia intensiva al reparto, per una maggiore assistenza richiesta dalla severa infezione contratta in sala operatoria. Altro episodio è quando nel delirio febbrile notturno un’altra infermiera, dal viso angelico (tale da farmi dubitare di averla sognata), prendendomi la mano si è soffermata solo per parlarmi e per scuotermi dal torpore, evocando “gli affetti e le cose belle della vita” che mi attendevano fuori. È riuscita efficace più degli antibiotici. Il terzo episodio, la visita inattesa e fuori protocollo del Prof. Giovanni Ruvolo, il cardiochirurgo che effettuò l’intervento, che mi diede la forza di reagire e andare avanti. Sono stati interventi di umanità prima ancora che di medicina. Tanti altri ve ne sono stati, ma quei tre si sono rivelati fondamentali.

Dal labirinto Teseo esce vittorioso grazie al filo teso da Arianna…

Potrei dire che sono state diverse le candidate Arianne. In realtà quelle autonominatesi di ruolo, e da me prescelte, sono state due: Daniela, mia moglie, e Valentina, mia figlia. Senza il loro filo teso instancabilmente fino all’uscita, proprio nel giorno del terremoto di Amatrice, il 24 agosto 2016,  credo che le eccellenze di tutti medici lungo il percorso non sarebbero state bastevoli a far nascere il nuovo uomo che sono ora.

Quale messaggio possono trarne i lettori?

A parte il piacere della lettura, impegnativa certo, ma con spunti anche esilaranti, magari legati alla romanità, sono diversi i messaggi e ciascun profilo di lettore può trarre il suo. I medici e gli infermieri possono riflettere su quanto siano fondamentali le loro azioni tempestive e accorte, con un approccio umano verso i pazienti; i direttori sanitari e i manager in genere potranno tenere nella giusta attenzione l’importanza delle strutture e delle strumentazioni, nonché  l’impegno e la preparazione del personale; i pazienti, considerare quanto sia importante la loro determinazione e la capacità di essere “pazienti” pretendendo certo le cure dovute ma senza stressare con i capricci; i familiari dei pazienti, quanto sia determinante la loro vicinanza ma anche  quanto sia nociva per gli altri un’eccessiva presenza ingombrante nelle sale di degenza. Tutti potranno riflettere su quanto sia prezioso un Sistema Sanitario che funzioni. Quest’ultimo messaggio dovrebbe essere raccolto dalla politica, ma, con realismo più che con pessimismo, ritengo che i politici in campo abbiano altre priorità. Qualcuno riceverà anche il libro in omaggio, forse anche lo leggerà… ma dubito che ne terrà conto!

Titolo:  Labirinto – naufragio nella Sanità

Autore: Vito Manduca

Collana: Clandestini

ISBN 9788897124719

Pagine: 312

Prezzo: € 18,80

In distribuzione a partire dal mese di febbraio  a cura del distributore nazionale Libro CO Italia Srl

Disponibile ordinando a eddaedizioni@tiscali.it (spedizione gratuita ovunque in Italia; con contributo spese all’estero)

contatti: www.eddaedizioni.it redazione@eddaedizioni.it eddaedizioni@tiscali.it 

                 335/5950316 – 335/5951339

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...