Un tuffo nelle letture del passato e del presente, antidoto al noioso spettacolo della politica

Lo spettacolo poco esaltante offerto dalla politica, o meglio dai politicanti italiani, nei giorni caldi di agosto, mi hanno indotto a “staccare” per alcune ore al giorno la spina e sostituire la tristezza dello spettacolo attuale con la nostalgia derivante dalla lettura di un libro in grado di impegnare la mente per poi farla ripartire. La Recherche du temp perdu di Maercel Proust, rinvenuto nel corso dela sistemazione della biblioteca di campagna, mi è sembrato un ottimo antidoto allo squallore offerto dai protagonisti in campo, con la sola eccezione del Presidente della Repubblica, fosse altro per la discrerzione con cui interpreta il suo ruolo. La lettura, rigorosamente in lingua francese, ha avuto, ed ha, il potere di coinvolgere e concentrare ogni facoltà dell’intelletto, non solo per l’emozione di ritornare a quei tempi acerbi (anni 60/70) in cui le passioni ideali e politiche assorbivano e sembravano potere davvero essere in grado di migliorare questo mondo, ma anche per la concentrazione richiesta per misurarsi con una liongua, quella  francese, lasciata sui banchi dell’università e raramente utilizzata nella vita reale. Per la compresione totale, alcuni passaggi richiedono una rilettura e non vi è spazio per altre divagazioni.

Lingua a parte, consiglio a chiunque, volendo staccare, di preferire un libro come rifugio in luogo di qualsiasi atro “alimento” dopante, quali alcolici, droghe, sigarette o anche alimenti apparentemente innocui come la cioccolata… Meglio sempre e comunque un libro: allontana dalle miserie del quotidiano, nutre la mente ma non ingrassa.

A lettura sospesa, tuttavia, occorre ritornare a osservare il quotidiano, lo impone il ruolo di editore e redattore otre che di normale cittadino,  assolutamente ormai dominato dalle rappresentazioni melodrammatiche delle politiche nazionali e internazionali.

Allo stato attuale delle cose, oggi 28 agosto ore 12,00, mentre il Presidente Mattarella prosegue le consultazioni, non è facile scegliere cosa augurarsi. E allora, come ebbero a dire illustri colleghi del passato, senza passione e “turandosi il naso” c’è da auspicare il male minore per l’Italia. Non vi è dubbio che, senza governo, ritornerebbe attuale l’esternazione di Dante “Serva Italia di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello…”. Non resta dunque che augurarsi la nascita intanto di un governo, costituzionalmente lecito, “giallorosso” sperando altresì che nei  protagonisti si affianchi alle ambizioni personali (che umanamente mai potranno essere eliminate) il senso dello Stato e  l’impegno alla mission cui  sono o saranno chiamati.

La sola alternativa a tale ipotesi, non può essere che prepararsi al voto con le garanzie  rese possibili da un governo nominato ad hoc dal Presidente della Repubblica.

Tutto il resto è noia.

 

Buon Governo a tutti, dunque e, per staccare, buona lettura con qualche libro consigliato.

Una guida preziosa per tutti

Da qualsiasi labirinto si può uscire vincitori…

 

Libro di Adele AUMMS ispirato alla pratica dello Yoga

Romanzo di Simonetta D’Agosto, collana Amore e Psiche, EDDA Edizioni

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